Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | chiudi

Reato di sversamento di materiale inquinante: sentenza cassazione ed applicabilità del D.Lgs 231/2001

giovedì, 14 settembre 2017
Quello dell'inquinamento è un reato ambientale meglio conosciuto come delitto di inquinamento ambientale. Con la legge in materia di reati ambientali, la n. 68 del 22 di maggio dell'anno 2015, si è attuata una riforma che ha lo scopo di assicurare una maggior protezione sia in materia di salute che in materia di beni naturali.

Le novità della legge n. 68 del 2015

Sono diverse le novità della legge 68 del 2015; quest'ultima non deve essere confusa, come spesso accade, con il decreto legislativo n.231 del 2001, il quale ha per oggetto i reati ambientali per i quali può sorgere responsabilità dell'ente. Detto altrimenti, il fatto illecito è responsabilità degli amministratori o dei rappresentanti della persona giuridica. La legge n.68 invece tratta la responsabilità penale e introduce nel c. p. un titolo nuovo di zecca dedicato ai "Delitti contro l’ambiente ". Al suo interno sono previste le seguenti fattispecie:

- inquinamento dell'ambiente;

- disastro dell'ambiente;

- traffico di materiale radioattivo e suo abbandono;

- contrarietà di controllo;

- evitata bonifica.

A rappresentare il fulcro del testo di legge sono l'inquinamento ambientale e il disastro ambientale, i quali sono rispettivamente puniti con una pena detentiva. Una pena che va da un minimo di 2 anni a un massimo di 6 anni per coloro che inquinano, mentre per chi provoca il disastro ambientale la pena carceraria prevede una detenzione che va da un minimo di 5 anni a un massimo 15 anni.

Il caso: inquinamento da sversamento la sentenza della Corte di Cassazione

Con la sentenza n. 7150 del 15 febbraio 2017 la Corte di Cassazione ha affrontato un importante caso di delitto di inquinamento ambientale. A essere oggetto del dibattimento lo sversamento inquinante delle acque. L'agente inquinante è indicato negli idrocarburi.

A tal proposito è doveroso precisare che, affinché vi sia reato di danneggiamento all'ambiente, in materia di spargimento di idrocarburi è sufficiente che il danno arrecato sia un danno temporaneo. Questo è risultato del fatto che, affinché sussista il dolo non è fondamentale il fine di nuocere. Nella fattispecie, la sentenza della Corte di Cassazione III Sezione Penale ha stabilito che l'illecito di danneggiamento sia integrato come reato anche per il danno temporaneo.

Da qui la conferma della condanna dell'imputato per aver inquinato il mare con idrocarburi. In altre parole il reato di danneggiamento sussiste. In relazione alla sentenza in oggetto esso sussiste rilevando altresì il dolo eventuale configurato nel momento in cui il responsabile aveva ben chiaro il verificarsi di un evento differente da quella che era la sua volontà. Malgrado ciò, il responsabile ha analogamente agito accettando il verificarsi del rischio.
È doveroso precisare che nel caso specifico il responsabile era altresì imputato della contravvenzione ex art. 137 comma 1 del decreto legislativo n. 152 del 2006, poi estinta in quanto caduta prescrizione. Detto illecito riguardava lo scarico abusivo nel Tevere delle acque provenienti dai processi di lavorazione industriale. Vista la consapevolezza del responsabile in merito alla mancata autorizzazione amministrativa ci troviamo chiaramente davanti a un reato doloso, divenuto poi l'antefatto giuridico da cui per consequenzialità di logica è stata tratta la previsione che alla fuoriuscita degli agenti inquinanti potessero essere ricollegati effetti pericolosi per il vicino corso d'acqua.

La polizza inquinamento: una tutela essenziale per qualsiasi attività industriale

Con la legge n.68 dell'anno 2015 l'inquinamento diventa un ecoreato insieme alla mancata bonifica e all'impedimento dei controlli. Tutti i reati che riguardano l'ambiente sono passibili di pene, queste ultime possono arrivare, come già detto, fino a 15 anni di carcere.
Tuttavia, essendo piuttosto diffusi in numerosi comparti produttivi, i rischi da inquinamento ambientale necessitano di tutela assicurativa. Le polizze inquinamento, anche se poco conosciute, nel mondo produttivo risultano essere uno strumento di protezione essenziale. Questo tipo di assicurazioni, infatti, nascono per assicurare il più alto numero di rischi di un'azienda. Oggetto di una specifica valutazione, la polizza inquinamento, infatti, diventa per il cliente una vera e propria garanzia. Oltre a ciò essa può essere cucita sul cliente in base alle sue esigenze ed è caratterizzata da una copertura sempre aggiornata sulle novità di legge. Ma non è ancora tutto. L'assicurazione ambiente permette all'assicurato di ottenere i risarcimenti per le operazioni di bonifica messe in atto e quelle per i danni a terzi.
Una polizza molto importante che assicura qualsiasi tipologia di inquinamento e che, lo ribadiamo, nasce appositamente per tutelare l'impresa dai rischi di inquinamento ambientale.
Stipulare un'assicurazione ambientale dà la possibilità concreta all'assicurato di far fronte a possibili danni ambientali, spesso sottovalutati.

La polizza inquinamento ha l’importante scopo di proteggere il patrimonio dell'impresa.
Qualora l'impresa fosse colpevole di aver causato danni all'ambiente, la polizza risulta essere l'unico strumento che permette all'assicurato di risolvere l'incidente in modo idoneo e senza avere perdita alcuna.

Dalla sinergia di Esedra e Risk Management 231 la migliore garanzia per la tua azienda

Stipulare un'assicurazione sulla responsabilità di danno ambientale non è tuttavia un'impresa facile. Vista la mole dei comparti investiti è infatti possibile perdersi in mille meandri. Per sottoscrivere la polizza migliore, ovvero quella in grado di tutelare la propria attività, è sempre bene affidarsi all'esperienza professionale di un broker specializzato come Esedra. L'intermediario, in collaborazione con il team di Risk Management 231 e i suoi due partner, IGM Ingegner Gaetano Messina e Studio Della Bella dell'Avvocato Lorenzo Della Bella, di fatto ti darà la possibilità di godere di un'ottima offerta assicurativa e di un pannello di servizi complementari per un’ottima gestione del rischio aziendale.
Esedra Broker è una realtà di specialisti capace di soddisfare al meglio le tue esigenze, mentre con i suoi due partner lo staff di Risk Management 231 è in grado di supportare le aziende sotto ogni profilo, consentendo loro di ottenere la migliore tutela per ridurre al minimo le condanne penali ai sensi del decreto legge 231/2001.

Avvalendoti delle competenze del team di Risk Management 231 potrai sempre contare sull'affidabilità di esperti costantemente aggiornati e in grado di consigliarti la copertura più adatta alla tua realtà aziendale.

Per conoscere più da vicino la professionalità di Esedra Broker, IGM e Studio Della Bella, ti consigliamo di fissare al più presto un incontro per una consulenza gratuita.

Contatta il team Risk Management 231
Aggiungi al tuo calendario   2017-09-14 2017-09-14 38 Reato di sversamento di materiale inquinante: sentenza cassazione ed applicabilità del D.Lgs 231/2001 Quello dell'inquinamento è un reato ambientale meglio conosciuto come delitto di inquinamento ambientale. Con la legge in materia di reati ambientali, la n. 68 del 22 di maggio dell'anno 2015, si è attuata una riforma che ha lo scopo di assicurare una maggior protezione sia in materia di salute che in materia di beni naturali.Le novità della legge n. 68 del 2015Sono diverse le novità della legge 68 del 2015; quest'ultima non deve essere confusa, come spesso accade, con il decreto legislativo n.231 del 2001, il quale ha per oggetto i reati ambientali per i quali può sorgere responsabilità dell'ente. Detto altrimenti, il fatto illecito è responsabilità degli amministratori o dei rappresentanti della persona giuridica. La legge n.68 invece tratta la responsabilità penale e introduce nel c. p. un titolo nuovo di zecca dedicato ai "Delitti contro l’ambiente ". Al suo interno sono previste le seguenti fattispecie:- inquinamento dell'ambiente;- disastro dell'ambiente;- traffico di materiale radioattivo e suo abbandono;- contrarietà di controllo;- evitata bonifica. A rappresentare il fulcro del testo di legge sono l'inquinamento ambientale e il disastro ambientale, i quali sono rispettivamente puniti con una pena detentiva. Una pena che va da un minimo di 2 anni a un massimo di 6 anni per coloro che inquinano, mentre per chi provoca il disastro ambientale la pena carceraria prevede una detenzione che va da un minimo di 5 anni a un massimo 15 anni.Il caso: inquinamento da sversamento la sentenza della Corte di CassazioneCon la sentenza n. 7150 del 15 febbraio 2017 la Corte di Cassazione ha affrontato un importante caso di delitto di inquinamento ambientale. A essere oggetto del dibattimento lo sversamento inquinante delle acque. L'agente inquinante è indicato negli idrocarburi.A tal proposito è doveroso precisare che, affinché vi sia reato di danneggiamento all'ambiente, in materia di spargimento di idrocarburi è sufficiente che il danno arrecato sia un danno temporaneo. Questo è risultato del fatto che, affinché sussista il dolo non è fondamentale il fine di nuocere. Nella fattispecie, la sentenza della Corte di Cassazione III Sezione Penale ha stabilito che l'illecito di danneggiamento sia integrato come reato anche per il danno temporaneo. Da qui la conferma della condanna dell'imputato per aver inquinato il mare con idrocarburi. In altre parole il reato di danneggiamento sussiste. In relazione alla sentenza in oggetto esso sussiste rilevando altresì il dolo eventuale configurato nel momento in cui il responsabile aveva ben chiaro il verificarsi di un evento differente da quella che era la sua volontà. Malgrado ciò, il responsabile ha analogamente agito accettando il verificarsi del rischio. È doveroso precisare che nel caso specifico il responsabile era altresì imputato della contravvenzione ex art. 137 comma 1 del decreto legislativo n. 152 del 2006, poi estinta in quanto caduta prescrizione. Detto illecito riguardava lo scarico abusivo nel Tevere delle acque provenienti dai processi di lavorazione industriale. Vista la consapevolezza del responsabile in merito alla mancata autorizzazione amministrativa ci troviamo chiaramente davanti a un reato doloso, divenuto poi l'antefatto giuridico da cui per consequenzialità di logica è stata tratta la previsione che alla fuoriuscita degli agenti inquinanti potessero essere ricollegati effetti pericolosi per il vicino corso d'acqua.La polizza inquinamento: una tutela essenziale per qualsiasi attività industrialeCon la legge n.68 dell'anno 2015 l'inquinamento diventa un ecoreato insieme alla mancata bonifica e all'impedimento dei controlli. Tutti i reati che riguardano l'ambiente sono passibili di pene, queste ultime possono arrivare, come già detto, fino a 15 anni di carcere.Tuttavia, essendo piuttosto diffusi in numerosi comparti produttivi, i rischi da inquinamento ambientale necessitano di tutela assicurativa. Le polizze inquinamento, anche se poco conosciute, nel mondo produttivo risultano essere uno strumento di protezione essenziale. Questo tipo di assicurazioni, infatti, nascono per assicurare il più alto numero di rischi di un'azienda. Oggetto di una specifica valutazione, la polizza inquinamento, infatti, diventa per il cliente una vera e propria garanzia. Oltre a ciò essa può essere cucita sul cliente in base alle sue esigenze ed è caratterizzata da una copertura sempre aggiornata sulle novità di legge. Ma non è ancora tutto. L'assicurazione ambiente permette all'assicurato di ottenere i risarcimenti per le operazioni di bonifica messe in atto e quelle per i danni a terzi. Una polizza molto importante che assicura qualsiasi tipologia di inquinamento e che, lo ribadiamo, nasce appositamente per tutelare l'impresa dai rischi di inquinamento ambientale. Stipulare un'assicurazione ambientale dà la possibilità concreta all'assicurato di far fronte a possibili danni ambientali, spesso sottovalutati.La polizza inquinamento ha l’importante scopo di proteggere il patrimonio dell'impresa.Qualora l'impresa fosse colpevole di aver causato danni all'ambiente, la polizza risulta essere l'unico strumento che permette all'assicurato di risolvere l'incidente in modo idoneo e senza avere perdita alcuna. Dalla sinergia di Esedra e Risk Management 231 la migliore garanzia per la tua aziendaStipulare un'assicurazione sulla responsabilità di danno ambientale non è tuttavia un'impresa facile. Vista la mole dei comparti investiti è infatti possibile perdersi in mille meandri. Per sottoscrivere la polizza migliore, ovvero quella in grado di tutelare la propria attività, è sempre bene affidarsi all'esperienza professionale di un broker specializzato come Esedra. L'intermediario, in collaborazione con il team di Risk Management 231 e i suoi due partner, IGM Ingegner Gaetano Messina e Studio Della Bella dell'Avvocato Lorenzo Della Bella, di fatto ti darà la possibilità di godere di un'ottima offerta assicurativa e di un pannello di servizi complementari per un’ottima gestione del rischio aziendale.Esedra Broker è una realtà di specialisti capace di soddisfare al meglio le tue esigenze, mentre con i suoi due partner lo staff di Risk Management 231 è in grado di supportare le aziende sotto ogni profilo, consentendo loro di ottenere la migliore tutela per ridurre al minimo le condanne penali ai sensi del decreto legge 231/2001.Avvalendoti delle competenze del team di Risk Management 231 potrai sempre contare sull'affidabilità di esperti costantemente aggiornati e in grado di consigliarti la copertura più adatta alla tua realtà aziendale.Per conoscere più da vicino la professionalità di Esedra Broker, IGM e Studio Della Bella, ti consigliamo di fissare al più presto un incontro per una consulenza gratuita.Contatta il team Risk Management 231 Location of the event Esedra Broker info@vipsrl.com false DD/MM/YYYY

Condividi questa pagina